Come alleviare il dolore alle ovaie

Le ovaie sono una parte importante del sistema riproduttivo femminile. Il loro lavoro è duplice: producono ormoni, tra cui gli estrogeni (deputati all’innesco della mestruazione), e hanno anche il compito di liberare un uovo ogni mese per la possibile fecondazione. Il dolore alle ovaie può essere causato da una serie di condizioni diverse, compresa la presenza di cisti ovariche o di tumore. Le ovaie si trovano nella parte bassa dell’addome, quindi, in caso di dolore ovarico, si avvertirà dolore al basso ventre (sotto l’ombelico) o sulla pelvi. In presenza di qualsiasi tipo di dolore pelvico, è bene rivolgersi regolarmente al medico o al ginecologo. La causa è da ricercare in varie condizioni.
Il dolore ovarico può essere acuto o cronico. Il dolore acuto si presenta rapidamente (da pochi minuti o giorni) e scompare in un intervallo di tempo relativamente breve. Il dolore cronico di solito inizia in modo più graduale, per poi durare diversi mesi. In entrambi in casi, può essere continuo o intermittente. Alcune attività, come l’esercizio fisico o la minzione, possono aggravarlo. Può essere così lieve da non accorgersene o talmente grave da interferire con la vita quotidiana.

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I metodi utilizzati per diagnosticare il dolore alle ovaie possono variare in base alla causa che si sospetta

Il medico raccoglierà un’anamnesi completa, procederà con un esame obiettivo e chiederà alla paziente dei suoi sintomi. Le domande possono includere:
● Dove avverte dolore?
● Quando è iniziato?
● Quanto spesso sente dolore?
● Ci sono attività che peggiorano o migliorano il dolore?
● Che tipo di dolore avverte (dolore lieve, bruciore, indolenzimento, fitta)?
● In che modo il dolore influenza la sua vita di sempre?
I test diagnostici, come ad esempio l’ecografia pelvica, permettono di risalire alla causa del dolore. Ecco una carrellata di alcune possibili cause di dolore ovarico e delle modalità di diagnosi e trattamento:
Cisti ovariche
Le cisti ovariche sono sacche piene di liquido che si possono formare nelle ovaie. Sono molto comuni nelle donne, soprattutto durante l’età fertile. Spesso si formano durante l’ovulazione. Può succedere
quando l’uovo non viene opportunamente liberato o quando la sacca (follicolo) che trattiene l’ovulo non si sfalda al momento della sua espulsione. La maggior parte delle cisti ovariche non causa alcun sintomo e la patologia regredisce spontaneamente. Sono tuttavia causa di dolore sordo o acuto, soprattutto in caso di torsioni o rotture.

Cisti ovariche funzionali

Una cisti ovarica funzionale è una sacca che si forma sulla superficie delle ovaie durante o dopo l’ovulazione, e che contiene un ovulo in maturazione. Di solito, questa sacca sparisce quando l’ovulo viene liberato. Se l’ovulo non viene liberato, oppure se la sacca si richiude dopo l’espulsione dell’ovulo, la sacca può gonfiarsi di liquido.
Le cisti ovariche funzionali, a differenza di altre neoformazioni ovariche causate da patologie diverse, come ad esempio un tumore, sono per la maggior parte innocue. Non causano alcun sintomo e regrediscono spontaneamente senza alcun trattamento. Tuttavia, se la cisti si ingrandisce, si può torcere, rompere o sanguinare e può essere molto dolorosa. Una cisti ovarica funzionale si forma a causa di lievi cambiamenti nel modo in cui l’ovaio produce o rilascia un uovo.

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Esistono due tipi di cisti funzionali:

● Quando la sacca sulla superficie delle ovaie non rilascia normalmente il suo uovo, la sacca si riempe di liquido; in questo caso, si parla di cisti follicolare.
● Quando la sacca libera l’uovo e si richiude trattenendo liquido al suo interno, si parla di cisti luteale.
La maggior parte delle cisti ovariche funzionali non provoca sintomi. Più grande è la cisti, maggiore è la possibilità di avvertirne i sintomi. Questi comprendono:
● Dolore al basso ventre, attorno alla metà del ciclo mestruale.
● Ritardo delle mestruazioni.
Perdite ematiche vaginali, che si verificano tra due mestruazioni.
Alcune cisti ovariche funzionali possono torcersi o rompersi e sanguinare. I sintomi includono:
● Dolore severo e improvviso, spesso accompagnato da nausea e vomito.
● Dolore durante o dopo il rapporto sessuale.
In presenza di questi sintomi, rivolgersi immediatamente al medico. La rottura delle cisti ovariche può causare perdite ematiche importanti che richiedono un trattamento al fine di evitare gravi emorragie.
Il medico può trovare una cisti ovarica durante un esame pelvico di routine. Per verificare la presenza di liquido nella cisti potrebbe essere necessaria un’ecografia pelvica.
In caso di dolore pelvico o sanguinamento, il medico ricercherà la causa di tali sintomi, chiederà informazioni sui sintomi e sulla regolarità delle mestruazioni, e sottoporrà la paziente a un esame pelvico e, se necessario, a un’ecografia pelvica.

5 rimedi naturali per le cisti ovariche

L’approccio medico alle cisti ovariche è spesso invasivo, ma non è l’unica soluzione. La ricerca ha individuato diversi approcci naturali che possono contribuire alla salute delle ovaie, soprattutto quando occorre far fronte a questa dolorosa condizione. Tra questi vi sono:

Alimentazione

Come sempre avviene per la nostra salute, l’alimentazione è un fattore chiave dietro lo sviluppo di cisti ovariche. Una grande percentuale degli alimenti che acquistiamo quotidianamente al supermercato contiene una serie di estrogeni (sintetici o naturalmente presenti), che interferiscono con il corretto stato di salute delle ovaie. La soia, che si trova oggi in moltissimi cibi, è una delle fonti alimentari più comuni di estrogeni. Sapevate che si comincia a osservare la presenza di cisti ovariche in ragazze che non hanno ancora avuto le prime mestruazioni? Ciò può essere legato proprio all’assunzione di soia.
Altro importante fattore da considerare sono gli antibiotici e gli ormoni dati agli animali allevati industrialmente per aumentarne dimensioni e peso, con un conseguente costo sanitario per i consumatori. Mangiare carni adulterate può contribuire allo sviluppo di cisti ovariche, senza contare che le carni ottenute dagli allevamenti convenzionali rappresentano un male per l’ambiente. È necessario passare a carni biologiche e allevate all’aperto, o meglio ancora, ridurre o eliminare il consumo di carne.

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Molte materie plastiche comuni contengono xenoestrogeni che possono infiltrarsi negli alimenti, quindi per le donne (ma anche per gli uomini) è consigliabile evitare l’utilizzo di contenitori in plastica o di pellicola per alimenti per la cottura al microonde o per la conservazione dei cibi. Meglio ancora, perché no, gettare via il microonde e conservare tutti i cibi nel vetro. Inoltre, sarebbe bene evitare tutti i prodotti contenenti alluminio, che è fonte di xenoestrogeni. Il modo più semplice per capire cosa va bene e cosa no è quello di utilizzare prodotti che includono solo ingredienti naturali (preferibilmente biologici).

Omeopatia

Tra i rimedi naturali per cisti ovariche figura anche l’omeopatia, una pratica che si basa sull’utilizzo di prodotti naturali. Preparati omeopatici comuni mirati a coadiuvare la salute delle ovaie sono, ad esempio, Arsenicum, Belladonna e Apis mellifica. L’omeopatia è considerata un approccio complementare destinato a lavorare con i meccanismi biologici naturali del corpo a sostegno della salute globale, compresa quella delle ovaie.

Gli approcci tradizionali cinesi

L’approccio tradizionale cinese alla guarigione è triplice e si basa sull’utilizzo di erbe, sul cambiamento delle abitudini alimentari e sull’agopuntura. Si tratta di un approccio completamente diverso da quello della medicina occidentale perché cerca di portare il corpo a un equilibrio naturale, piuttosto che forzare modifiche su un singolo aspetto. A causa della sua complessità, è bene rivolgersi a un professionista qualificato. Molte donne affette da cisti ovariche hanno sperimentato grandi benefici da questo tipo di approccio.

Enzimi

Per i loro effetti benefici, gli enzimi possono essere considerati degli ottimi rimedi naturali per cisti ovariche. In effetti, anche se si utilizzano altri approcci, queste sostanze, naturalmente contenuti negli alimenti, sono necessarie a ridurre il rischio di recidiva, poiché nessun trattamento, indipendentemente dalla sua efficacia, potrà prevenire il ritorno di cisti ovariche se non si predilige una dieta sana.
È interessante notare che il trattamento enzimatico per le cisti ovariche è lo stesso che si utilizza per i problemi di fertilità. Ciò non dovrebbe sorprendere, perché le cisti ovariche sono spesso un fattore che contribuisce alla sterilità.
Esistono diversi tipi di enzimi, e ciascuno apporta un beneficio specifico. Gli enzimi che più probabilmente possono aiutare a controllare le cisti ovariche sono bromelina, chimotripsina, pancreatina, papaina, rutina e tripsina. Per aiutare la salute delle ovaie, è possibile cercare un prodotto che contenga una miscela di tutti e sei gli enzimi.

Iodio

Spesso dietro la comparsa di cisti ovariche si cela un problema di ipotiroidismo. La carenza di iodio, una sostanza importante necessaria alla salute della tiroide porta a una sua ridotta attività. Anche se
molti tipi di sale da cucina includono iodio come additivo (sale iodato), è da evitare l’uso di sale artificiale, i cui micronutrienti importanti potrebbero essere stati eliminati nel prodotto finale.
In caso di ridotta attività della tiroide, è preferibile l’assunzione di iodio sotto forma di integratore. Se la causa delle cisti ovariche è da imputarsi a un rallentamento della funzione tiroidea, la cosa più importante da fare è assumere iodio. Tuttavia, occorre tener presente che un integratore di iodio non andrebbe assunto prima di aver verificato l’effettiva presenza di ipertiroidismo. È importante poi assicurarsi di non assumerne in quantità eccessiva da rendere la tiroide iperattiva.

L’intervento chirurgico per le Cisti Ovariche

Quando si ha bisogno di esaminare una cisti più da vicino, il chirurgo può inserire il laparoscopio attraverso una piccola incisione nella zona ombelicale (laparoscopia), oppure può praticare una profonda incisione addominale (laparotomia). Entrambi i tipi di intervento possono essere utilizzati per diagnosticare problemi quali cisti ovariche, aderenze, fibromi e infezione pelvica. Nel caso si sospetti un tumore, la laparotomia sarà l’intervento di elezione, per via della maggiore possibilità di esaminare gli organi addominali e gli organi pelvici femminili. Qualora il medico riscontrasse un tumore alle ovaie,sarà in grado di rimuoverlo in sicurezza.
L’intervento chirurgico consente di rimuovere una cisti sintomatica (cistectomia), lasciando intatto l’ovaio. In alcuni casi, è necessario rimuovere l’intero ovaio o entrambe le ovaie, soprattutto se in presenza di tumore.

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Che cosa aspettarsi dopo l’intervento chirurgico cisti ovariche?

Nella maggior parte dei casi, l’intervento chirurgico è eseguito in anestesia generale.
Dopo una laparoscopia, è possibile riprendere le normali attività entro un giorno. Andrebbero evitate attività faticose o esercizio fisico per circa una settimana.
Dopo una laparotomia, si può rimanere in ospedale dai 2 ai 4 giorni e tornare alle attività abituali in 4-6 settimane.

Quali sono le cause delle cisti ovariche?

Nella maggioranza dei casi, le cisti ovariche si sviluppano a seguito della normale funzione del ciclo mestruale, e per questo sono note come cisti funzionali. Altri tipi di cisti sono molto meno comuni.
Le cisti funzionali
Ogni mese sulla superficie delle ovaie sono normalmente presenti corpi sferici detti follicoli, la cui funzione è produrre ormoni (estrogeni e progesterone) e liberare l’uovo al momento dell’ovulazione. A volte, però, la crescita fisiologica del follicolo non si arresta. Quando ciò accade, si parla di cisti funzionale. Esistono due tipi di cisti funzionali:
Cisti follicolari. Intorno alla metà del ciclo mestruale, il follicolo scoppia e libera la cellula uovo che comincia a viaggiare lungo le tube di Falloppio alla ricerca di spermatozoi per essere fecondata. A volte, tale meccanismo non funziona correttamente e il follicolo non si rompe oppure non rilascia il suo uovo; in tal caso, continua a crescere e si trasforma in una cisti.

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Cisti luteale. Quando l’ovulo viene liberato, il follicolo scoppia e comincia a produrre grandi quantità di estrogeni e progesterone destinate al possibile concepimento. A questo punto, il follicolo prende il nome di corpo luteo. A volte, però, l’apertura da cui fuoriesce l’ovulo si richiude e il liquido prodotto si accumula all’interno del follicolo, causando la dilatazione del corpo luteo e la conseguente formazione di una cisti. Il clomifene citrato (Clomid®), farmaco utilizzato per indurre l’ovulazione in caso di infertilità, aumenta il rischio di cisti luteali dopo l’ovulazione. Le cisti di questo tipo non impediscono il concepimento né costituiscono una minaccia in gravidanza.
Le cisti funzionali sono normalmente innocue, raramente causano dolore e spesso scompaiono da sole nel giro di due o tre cicli mestruali.
Altri tipi di cisti
Alcuni tipi di cisti non sono correlati alla normale funzione del ciclo mestruale. Tra queste si segnalano:
Cisti dermoidi. Cisti di questo tipo possono contenere tessuti come quelli di capelli, pelle o denti, perché si formano dalle cellule che producono gli ovuli. Raramente sono di natura tumorale.
Cistoadenomi. Si tratta di cisti che si sviluppano dal tessuto ovarico e possono contenere materiale acquoso o mucoso.
● Endometriomi. Queste cisti sono dovute a endometriosi, una condizione in cui le cellule endometriali uterine si sviluppano al di fuori dell’utero. Parte del tessuto endometriale può attaccarsi all’ovaio e formare una cisti.
Le cisti dermoidi e i cistoadenomi possono ingrandirsi molto, causando lo spostamento dell’ovaio dalla sua posizione abituale nella pelvi. Ciò aumenta il rischio di torsione dolorosa dell’ovaio, nota come torsione ovarica.

Che cosa sono le cisti ovariche?

Le cisti ovariche sono piccole sacche o tasche piene di liquido che possono comparire all’interno o sulla superficie delle ovaie, due ghiandole di dimensioni e forma di una mandorla situate ai lati dell’utero. È proprio nelle ovaie che si sviluppa e matura l’uovo (ovulo), che viene poi liberato ogni mese nel periodo fertile.
Sono molte le donne che almeno una volta nella vita hanno a che fare con le cisti ovariche. Nella maggioranza dei casi, si tratta di una patologia benigna che reca un disagio lieve o addirittura nullo, e che scompare in breve tempo senza dover ricorrere a un trattamento.
Tuttavia, le cisti ovariche possono manifestarsi con sintomi gravi, soprattutto nei casi in cui se ne verifica la rottura. Il modo migliore per salvaguardare la propria salute è conoscere i sintomi che potrebbero essere il segnale di un problema più serio e sottoporsi regolarmente a esami pelvici.

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Sintomi

La maggior parte delle cisti ovariche non causa alcun sintomo e la patologia regredisce spontaneamente. Una cisti ovarica di grandi dimensioni può causare dolori addominali o premere sulla vescica, riducendone la capacità e causando un aumentato bisogno di urinare.

I segni e sintomi di cisti ovariche, se presenti, possono includere:

● Dolore pelvico, sordo, che può irradiarsi alla parte bassa della schiena e alle cosce
● Dolore pelvico avvertito prima dell’inizio del ciclo o poco prima della fine
● Dolore pelvico durante i rapporti sessuali (dispareunia)
● Dolore durante la defecazione o sensazione di pressione addominale
● Nausea, vomito o sensibilità mammaria, simili a quelli che si verificano in gravidanza
● Sensazione di pienezza o di pesantezza addominale
● Pressione sulla vescica, causa di un aumentato bisogno di urinare o di difficoltà a svuotare completamente la vescica
Quando rivolgersi al medico
Recarsi immediatamente da un medico se si presenta uno di questi sintomi:
● Dolore addominale o pelvico forte e improvviso
● Dolore accompagnato da febbre o vomito
Questi segni e sintomi (o quelli di shock, come freddo, sudorazione, respiro affannato, vertigini o debolezza) indicano una situazione di emergenza che richiede l’intervento tempestivo di un medico.